L’isola di Arturo (Elsa Morante)

Ok. Sto per essere criticata per questa recensioni da tipo 3 milioni di fan di Elsa Morante. Comunque non mi interessa granchè, avevo detto che avrei sempre scritto quel che pensavo dei libri e lo farò.
L'”isola di Arturo” è stato pubblicato da Elsa Morante nel 1957, anno in cui vinse anche il premio Strega. Parla di questo solitario ragazzo di nome Arturo, che vive nella sola compagnia della sua cagna Immacolatella e che vede la sua vita rivoluzionata dall’arrivo della nuova matrigna.Iniziamo con i soliti punti:
-INCIPIT:l’incipit è poco accattivante e ti fa venire voglia di abbandonare il libro già dalla prima pagina. Lo stile non è infatti scorrevole.
-PERSONAGGI; i personaggi descritti sono pochi (3 quelli principali ossia Arturo, il padre Wilhelm e la matrigna Nunziata più qualche accenno alla figura dell’Amalfitano, ex  possessore della casa e amico di Wilhelm, e ad Assunta, amante di Arturo)  e ho trovato, magari sbagliando, che erano più le cose che l’autrice ometteva che quelle che diceva. Come ho già detto una volta, si dice che si capisce quanto sia bello un libro da quanto si senta la mancanza dei personaggi una volta chiuso; in questo caso il mio voto al libro dovrebbe essere sottozero
-SCONTATO; non ho capito se questo rispecchi una precisa intenzione dell’autrice o sia non voluto, comunque appena si comincia a leggere il libro già si capisce come va a finire: Ad esempio appena arriva Nunziata già si capisce che Arturo si innamorerà di lei, appena si parla del padre già si capisce la verità su di lui. Se è un effetto voluto comunque, i miei più vivi complimenti all’autrice.
-L’ISOLA; una cosa in tutto il libro che mi sia piaciuta veramente tanto c’è in effetti: la figura retorica dell’isola: Quello che mi piace è che per Arturo Procida assume tutti i canoni dell’Itaca di Ulisse; nel senso che da un lato si vede la voglia di questo ragazzo di esplorare il mondo, di lasciare l’isola conoscere terre sconosciute, dall’altra egli vede nell’isola un porto sicuro, l’unico posto in cui sa al cento per cento che prima o poi vi incontrerà il padre, ed inoltre vi è il richiamo dei ricordi e del fatto che sia quello il posto in cui sianpo conservate le ceneri della madre.
Il mio voto al libro è 6, ossia “bellino per certi versi, ma non da leggere assolutissimamente”. Comunque volevo sinceramente consigliarvi il libro della stessa autrice “La Storia” che ho letto qualche anno fa e rimane tra i libri più belli che abbia mai letto.
L’isola di Arturo (Elsa Morante)ultima modifica: 2011-11-06T17:10:54+00:00da starwillshine
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